Italian living in Germany,
been here and there and back again.

All photographs © Giovanni Venditti

Ricordi

Il freddo, la neve che continua a cadere, il rumore del vento e degli animali vicini ma sempre attenti a non farsi mai vedere.
E poi i viaggi, il sole e la sabbia calda, l´azzurro di un oceano specchio solo del cielo, bibite ghiacciate che si scaldano lentamente al sole e la pelle leggermente incollata dal sale e dallo zucchero di tantissimi baci.

Il non voler tornare, il non voler partire, il voler partire a tutti i costi, il “mi manca casa”, il “fanculo casa, non torno più”, l´orrenda sensazione dell´essere sempre in mezzo ma mai arrivato veramente da nessuna parte. Treni, aerei, taxi, hotel, panorami mozzafiato e periferie desolate.

E infine il passato che minaccia, che coccola, che fa addormentare, che consola, che ritorna, specchio di emozioni che non si possono racchiudere in numeri, parole o immagini. Roba fusa dentro le ossa, facce che cominciano a confondersi e timbri di voci ormai approssimati al massimo nel ricordo.

Buona Pasqua.

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Roba di Aprile (What´s the story…)

Sono passate tre settimane da quando ho scritto l´ultimo pezzo e dal giorno in cui sono entrato nel dorato, magico mondo dei trentaduenni, di cose ne sono successe parecchie. Così, in modo del tutto “random”, cerco di riassumere: un sacco di addominali, un´offerta di lavoro, che solo due anni fa me la sarei sognata di notte, rifiutata in attesa di meglio (perché lo so che sicuramente arriverà ancora qualcosa di meglio), non molte ore di sonno nel carburante, nuove città visitate, viaggi in treno, foto scattate e un volo andata e ritorno per Roma prenotato per Maggio, eccetera.
Qualche giorno fa un mio caro amico d´infanzia mi ha scritto per dirmi che dall´inizio del mese si è trasferito a Norimberga: e così adesso, compreso il sottoscritto, siamo già in cinque della nostra cerchia che abbandonano il bel paese per la Germania. Come già scritto più volte…segno del tempo.

VARIE

A vent´anni esatti dalla morte di Kurt Cobain e dalla nascita del brit-pop, il tempo mi sembra uno scherzo, una barzelletta raccontata troppo in fretta. Alcuni ridono, alcuni, dopo aver ascoltato, si mettono a pensare. Ricordo in maniera piuttosto nitida quando a soli tredici anni, noleggiai Definitely Maybe in un negozio in centro città, per poi copiarlo su una musicassetta (roba da paleontologia pura).
Capii subito da che parte avrebbe tirato il vento da lì in poi almeno per me.

A pochi giorni dalla morte di Peaches Geldof e nel giorno in cui scopro che uno dei miei miti assoluti del Wrestling di quando ero bambino, James Brian Hellwig, meglio conosciuto come The Ultimate Warrior, è deceduto improvvisamente all´età di 54 anni, la vita mi sembra ancora più cruda. A un giorno di distanza da quando verrà detta a Berlusconi la mitica frase “Te devi da sta a casaaa” questo mese passa lasciando sicuramente il segno.

Così, se qualche settimana fa ero già bello sdraiato sotto al sole ora mi godo la pioggia, la grandine e il freddo vento del nord che in un lampo sono tornati a ricordarmi che, come si dice da ste parti “April macht was er will!”: aprile fa quello che vuole.

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