Head like a rock, spinning round and round
I found it in a hole, sitting upside down
You point the finger at me but I don’t believe

Paint me a wish on a velvet sky
You demand the answers but I don’t know why
In my mind there is no time

But the little things, they make me so happy
All I want to do is live by the sea
Yeah, little things, they make me so happy
But it’s good, yes it’s good, it’s good to be free

Growing older

Sono anni che non piango, parte del mio cuore è fatto di pietra,
ma in compenso dormo molto meglio di quanto non abbia mai fatto in passato.

La paura, ancora una volta…
tutto quello che mi ha spinto
ad andare lontano.

Ti volti un secondo e ti accorgi che la vita ti è passata avanti veloce, molto più veloce di quanto avevi immaginato potesse fare.
Anni come fulmini e ricordi come macchine impazzite.

Pensami quando tutto crollerà pezzo dopo pezzo.

Per alcune persone siamo il capitolo più importante,
per altre invece rimaniamo solo una pagina che manca
nel libro della loro vita.

Vikings: just finished watching season two and I am impressed.
Really good actors (well, Mr. Travis Fimmel is a super positive surprise to me I have to say), wonderful locations, solid and pretty violent plot.
A must watch.


Emsland

Nel giorno più caldo dell´anno, dopo aver sudato, nuotato, imprecato e nuotato di nuovo, mi preparo per una cena coi fiocchi. Hermann, il padre della mia ragazza, ha già messo sulla griglia non so quanti prelibati pezzi di carne e io, birra stretta tra le mani,  mi rilasso un secondo cercando dentro il verde di un giardino in Emsland una via di fuga dallo stress cittadino.
 
Luglio 2014: la Germania ha vinto il campionato del mondo, Berlusconi è stato assolto per il caso Ruby (e qui stenderei un velo pietoso), mia madre ha cominciato ad usare Whatsapp, tra Israele e Palestina non se le mandano più a dire e dalle parti della Russia lanciano addirittura missili contro gli aerei in volo.

Un carissimo amico d´infanzia mi ha scritto ieri  “Giò sono ad Hannover! Sono arrivato oggi e starò per due settimane in Germania per un progetto con una ditta di informatica…città fantastica!”. Io ad Hannover ci ho vissuto otto mesi e tra le Nanas di Niky De Saint Phalle, i giardini Herrenhäuser e il lago Masch, la mente torna indietro ad un periodo di crescita per il sottoscritto: un anno in cui tutto era nuovo ed osservato con gli occhi di una perenne “prima volta”.

Se Antonio dovesse trasferirsi anche lui in terra tedesca, dopo Manuele, Domenico, Valentina, Andrea, Alessandro, Francesco e chi scrive, il gruppo degli avezzanesi che hanno deciso di mettere la parola fine allo strazio italiano sarà veramente corposo.

Sono cinque anni che vivo in Germania e mi sono reso conto che non ho mai scritto due righe per celebrare questa grande nazione, che, dopo avermi accolto a schiaffi in faccia con un rigido inverno fatto di gelo, sentimenti congelati e gente arrogante per strada, si è schiusa pian piano per poi offrirmi tutto quello che invece in Italia, dietro la facciata amichevole e benevola di tantissime parole, promesse, sorrisi, baci e abbracci, si è sempre rivelato un groviglio di cocenti delusioni.

Intendiamoci, non passa giorno che i tedeschi non mi facciano girare le cosidette, con la loro super razionalità, la super metodica, il loro distaccato e freddo modo di interagire l´un con l´altro. Ma ognuno è fatto come è fatto e sinceramente preferisco questo, se poi ti viene dato in cambio ciò che ti meriti, a un sacco di bella vita fatta di sogni che non si realizzeranno mai.

Mentre la carne si cuoce sulla graticola penso che a quest´ora a Luglio in Italia sarei stato decisamente più abbronzato, ma anche disoccupato. Qui sono riuscito a far sciogliere i sentimenti di alcune persone speciali con un po´ di sano e genuino temperamento abruzzese e in cambio ho ricevuto un´opportunità che nel mio paese natio non mi è mai stata data: quella di vivere circondato da gente onesta e disposta ad offrirti quello che non vuoi ti venga regalato, ma quello che senti di poterti guadagnare con le mani.

Il sonno della ragione genera mostri

Acquaforte e acquatinta, sta giornata passa mollemente. Nel giorno in cui la Germania sta per cucirsi sul petto la quarta stella, o l´Argentina la terza, io vado a fare visita a qualche opera di Picasso.

Bella vita Pablo, belle foto ti ritraggono tarchiato e abbronzato, con Jacqueline, a Cannes nella tua Californie e con la capra da giardino. Colori, ottimismo, satiri e sileni.

Poi passo al piano di sopra da Goya. Apro la porta e la prima iscrizione che trovo recita più o meno cosí  “La vita è solo una messa in scena, è falsità, dove tutti mettono una maschera per impressionare il prossimo”. Ecco, questa mi suona veritiera quasi quanto le creature storpie e fuckin´creepy che la contornano.

Mi muovo in silenzio. La calma prima della tempesta alla birra si fa sentire schiacciante. Ho sonno e penso che la settimana sia stata davvero troppo lunga.

Penso a cose belle, ho cominciato a fare Tai-Chi, un piatto di pasta da VaPiano e un sonnellino pomeridiano con la bava alla bocca ci stanno tutti.

Penso alle cose che odio. Le prime posizioni rimangono ormai immutate da anni: qualsiasi tipo di volatile, l´acqua frizzante (a pari merito con lo stirarmi le camicie) e qualsiasi sopruso (a pari merito con la falsità delle persone).

E comunque non avrei mai immaginato di scrivere una frase del genere in vita mia ma, stasera..forza Germania!

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